05.08.2026

Lasciar andare quando il controllo sfugge

Journal · 26 luglio 2026

Lasciar andare quando il controllo sfugge

Per anni ho stretto i denti sempre di più man mano che le cose mi sfuggivano. Un imprevisto, e raddoppiavo gli sforzi per recuperarlo. Un ritardo, e correvo ancora più veloce per colmarlo. Credevo che tenere duro significasse resistere a tutto, senza cedere mai nulla.

Ciò che chiamavo tenere duro era in realtà sfinirmi a voler dominare ciò che, fin dall’inizio, non dipendeva interamente da me. Il mondo continuava a essere imprevedibile, qualunque cosa facessi, e pagavo quella lotta a caro prezzo, ogni giorno un po’ di più.

Allentare la presa non è rinunciare ad agire. È smettere di spendere energia per controllare ciò che non si lascia controllare, e riservarla a ciò che davvero dipende da noi.

Il giorno in cui ho accettato quel limite, intorno a me non è cambiato nulla. Ma dentro qualcosa si è alleggerito, come un peso che portavo da così tanto tempo da aver dimenticato che non era obbligatorio.

Il problema: perché ci si sfinisce a voler dominare tutto?

Si associa spesso l’allentare la presa a un abbandono, a una forma di rassegnazione davanti a ciò che ci supera. Questa confusione spinge molte persone ad aggrapparsi ancora più forte, proprio quando dovrebbero allentare la morsa.

Il problema è che questa lotta permanente contro l’incertezza non cambia quasi mai il risultato finale. Sfinisce semplicemente chi la conduce, senza mai offrire il dominio totale che prometteva.

Forse ha già sentito questa tensione: volere assolutamente che tutto vada come previsto, e sentire salire l’angoscia appena la realtà si scosta, anche di poco, da quel piano.

Sarah, a Losanna: la lista che non finiva mai

Sarah portava avanti insieme un ruolo esigente e una vita familiare piena, in un’azienda del Canton Vaud. Viveva con una lista mentale interminabile, convinta che tutto avrebbe retto finché avesse controllato ogni dettaglio, dal calendario familiare ai dossier professionali.

A Losanna, un semplice ritardo del treno, in un giorno di pioggia, è bastato a far crollare tutto il suo edificio interiore. È scoppiata in lacrime in un corridoio della stazione, travolta da una reazione che, lo sapeva, superava di gran lunga l’evento stesso.

Perché questo meccanismo si installa

Questo meccanismo tocca soprattutto le persone che hanno imparato presto che la sicurezza veniva dal controllo. Ogni imprevisto riattiva allora un’angoscia molto più ampia della situazione presente.

Epitteto poneva al centro del suo pensiero una distinzione semplice: certe cose dipendono da noi, i nostri giudizi, le nostre scelte, i nostri sforzi, altre no, gli eventi esterni, le decisioni altrui, il caso. Voler dominare ciò che appartiene alla seconda categoria porta solo allo sfinimento.

Conoscersi aiuta a individuare dove passa, per sé, questo confine. Alcune persone lottano per controllare la propria agenda, altre l’opinione degli altri, altre ancora ogni dettaglio materiale della quotidianità. Nominare con precisione questa zona di lotta permette di cominciare ad allentarla.

Questo allentamento non si decreta in una volta. Si impara a piccoli tocchi, ogni volta che sopraggiunge un imprevisto e si sceglie, consapevolmente, di non opporgli tutta la propria energia.

Il metodo Mental Sofa: un incontro per posare ciò che pesa

Allentare la presa non è trattato come un problema da correggere in un percorso che si estende su mesi. È un incontro intensivo, pensato per produrre la svolta: arriva con un carico che non ha più nome, se ne va con un cammino concreto invece che con una teoria in più.

Questo approccio poggia su un principio semplice, che condivido con le persone che ricevo a Losanna e in tutto il Canton Vaud: non si allenta la presa forzandosi, la si allenta capendo con precisione che cosa si può lasciare andare senza pericolo. Aiuto a ritrovare la calma senza rinunciare a ciò che conta davvero.

Esercizi: il rituale per allentare la presa

Ecco il rituale semplice che propongo per imparare ad allentare la presa:

  • Davanti a un imprevisto, si chieda prima se dipende ancora da Lei o no.
  • Respiri profondamente tre volte prima di reagire a una situazione che Le sfugge.
  • Ogni sera annoti una cosa che ha tentato di controllare senza successo possibile.
  • Si conceda un’azione imperfetta invece dell’inazione in attesa della certezza totale.
  • Una volta a settimana, si conceda un momento senza agenda né obiettivo preciso.
  • Annoti ciò che, malgrado l’incertezza, è comunque andato bene.
  • Una mente che allenta la presa sull’incontrollabile ritrova energia disponibile per l’essenziale.
  • Una persona serena davanti all’imprevisto prende decisioni più chiare sotto pressione.
  • Una calma ritrovata migliora durevolmente il sonno e la qualità delle relazioni strette.

Allentare la presa quando non si controlla più nulla non significa rinunciare ad agire, ma riservare la propria energia a ciò che dipende davvero da sé. Sarah l’ha imparato a Losanna, in un corridoio di stazione, il giorno in cui il suo edificio di controllo è crollato per davvero.

Se riconosce, come Sarah, quella lista mentale che non si ferma mai, prenoti un primo incontro di 15 minuti: un primo passo semplice verso una calma che non dipende più dal dominare tutto.

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